Mondaino
Provincia
Rimini (35 km)
Mondaino riserva molte sorprese: c'è una bellissima piazza
circolare, c'è una rocca da cui si gode un panorama completo
sul mare e sui monti, sotto il paese si nascondono
camminamenti sui quali si raccontano storie misteriose.Ci sono
poi gli scorci dei vicoli, i palazzi nobiliari e un museo dove
si raccolgono i resti fossili degli animali che abitarono
queste terre milioni di anni fa. Come se non bastasse, c'è un
parco botanico con gli esemplari più interessanti della flora
mediterranea e c'è la grande intraprendenza dei cittadini
sempre pronti ad organizzare feste, spettacoli ed eventi di
cultura.
STORIA
Il nome del luogo, evolutosi nel corso dei secoli (Mons
Damarum-Monte Daino-Mondaino), fa riferimento forse ai daini
presenti, un tempo, in grande quantità nei boschi della zona.
Fondatori presunti dell'abitato furono gli etruschi,
che si stabilirono lungo le principali vallate appenniniche
del versante adriatico, dopo aver scalzato gli Umbri.
L'età romana portò l'organizzazione del territorio
suddiviso in vari centri abitati e produttivi fra i quali
troviamo il Vicus Dianensis, famoso per la presenza di un
tempio dedicato a Diana cacciatrice. Le successive epoche
videro Mondaino protagonista dei principali eventi storici
dell'area. In età longobarda fu edificata una pieve, dedicata
a Sant' Apollinare Martire, che testimonia il ruolo di polo
culturale e sociale ricoperto dall'abitato. Nel 1069 signore
del castello fu un certo Pietro Bennone, ricco riminese, che
lo donò a San Pier Damiani.
L'alleanza con i Malatesta data del 1289 quando
Mondaino, assieme ad altri castelli del riminese, passò dalla
parte della blasonata famiglia favorendone la scalata al
potere a Rimini. Il commercio di sale minerale, estratto dal
locale Rio Salso, favorì nel medioevo lo sviluppo
dell'economia dando lavoro a numerose botteghe artigiane,
mediante 1' impianto di una fitta rete commerciale.
Mondaino è ricordato nelle cronache trecentesche e
quattrocentesche come il Paese dei Patti. Nel 1393, nel
salone del castello, Carlo Malatesta firmò la pace con
l'eterno nemico Antonio da Montefeltro. Nel secolo successivo,
nel 1459, Sigismondo Pandolfo Malatesta incontrò per
il medesimo motivo Federico II, duca d'Urbino, presso il
convento fondato, secoli addietro, da San Francesco sul vicino
Monte Formosino. Nel 1462 il trattato col Malatesta era ormai
un lontano ricordo e dopo vari tentativi Federico riuscì a
conquistare il castello di Mondaino per farne dono alla
Chiesa.
Tra gli avvenimenti più significativi dell'epoca vogliamo
ricordare un fatto, certo non insolito per quei tempi, che ha
gettato però un'ombra misteriosa sui giorni nostri: la
presenza scomoda di un fantasma che si diverte a movimentare
le tranquille giornate dei mondainesi (pensate che è stato
addirittura promosso un gemellaggio con alcuni castelli
scozzesi). Nel 1516 venne infatti assassinato, sulla via di
casa, da un marito tradito, il poeta Giovanni Muzzarelli,
personaggio di spicco alla corte di Guidubaldo da Montefeltro,
protetto dal Bembo e dall'Ariosto. La lunga dominazione dello Stato
Pontificio fu interrotta solo due volte: nel 1523 quando
il castello ed il suo contado furono ceduti, per pochi mesi,
ai Medici come garanzia del pagamento di un debito e nel 1797
a causa della conquista da parte delle truppe di Napoleone
Bonaparte.
Ormai siamo giunti alle soglie della costituzione del Regno
d'Italia. Durante i sommovimenti risorgimentali, scoppiati in
tutta la Romagna, Mondaino partecipò ai moti di Rimini del
1845 con un folto gruppo di patrioti, sostenuti dal motto Libertà
civile, Governo secolare, Ordine pubblico. Il centro fu
annesso al Regno sabaudo nel 1860, anno in cui le truppe
piemontesi attraversarono il Tavollo (allora confine fra i due
regni: quello pontificio e quello italiano).
LUOGHI
Di forte
impatto, visibile dal fondovalle, con la sua imponenza di un
tempo è la Rocca Malatestiana, pregevole architettura
del XIV sec. Da una bolla di Papa Sisto IV si legge che la
costruzione del forte è opera dei mondainesi. Tuttavia i
successivi interventi, voluti dai signori di Rimini, ne fanno
una tipica costruzione malatestiana. Sigismondo Pandolfo
Malatesta fece erigere, durante il suo governo, ben 13
torrioni, il cassero, l'ampia cerchia muraria ed i camminamenti
sotterranei (scavati nel tufo, sotto il maschio, pronti
per essere utilizzati in caso di assedio come cisterne o in
caso di disfatta come sicura via di fuga) scoperti, questi
ultimi, nel 1987. All'interno della rocca si possono ammirare,
oggi, la Madonna del Latte, bell'affresco (XV sec.) di
Bernardino Dolci di Castel Durante, ed il Museo
Paleontologico del tripoli mondainese. Il tripoli
è una roccia sedimentaria, formatasi, nel corso di millenni,
attraverso il deposito e la fossilizzazione, sul fondo del
mare, di microscopici scheletri di diatomee e radiolari.
E' per questo
che noi possiamo ora trovare, incastonati sulle pareti
rocciose di questo complesso, esemplari di pesci e vegetali
vissuti dieci milioni di anni or sono durante il Miocene. Il
giacimento di Mondaino, fra i più importanti in Italia, ha
restituito ben 21 specie diverse di ittioliti, oltre a denti
di squalo, ricci di mare, conchiglie ed elementi paleobotanici.
Nel museo si trovano anche alcune steli di origine romana.
Appena usciti dalla rocca si può ammirare l'altro capolavoro
di questo piccola cittadina: la caratteristica Piazza
Maggiore, con il suo porticato neoclassico, opera di
Francesco Cosci, piazza che ha fatto attribuire a Mondaino il
buffo soprannome di Paese della Padella (infatti la
struttura dello spiazzo ricorda quella di quest'utile
strumento da cucina).
L'incantevole
scenografia urbana è palcoscenico ideale per una serie di
feste medioevali come il Palio del Daino (seconda metà
di agosto) che propone ogni anno con tema diverso tornei,
convegni, mostre, sfilate tutte dedicate ai grandi momenti del
passato. In pieno centro storico si trovano, inoltre, il Convento
delle Clarisse, con coro e crocefissi lignei del XVII
sec., e la Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo,
costruita, secondo antichi documenti, sulle rovine del tempio
romano di Diana. Nel suo interno si possono ammirare
interessanti tele di G. Picchi (XV sec.), una Deposizione del
Pomarancio (XVI sec.) e tre splendidi paliotti con decorazioni
a fiori e frutta del XVIII sec.
Da segnalare
l’Arboreto Sperimentale della Flora Mediterranea, con
museo, serra e zona ristoro, vera propria oasi verde in cui
sono raccolte 2.000 specie diverse di esemplari di flora
mediterranea. Mondaino è anche noto come paese della musica
attraverso una serie di importanti industrie di strumenti
musicali e una produzione artigianale di antica data come
quella del sig. Geri, che cura la riparazione e la produzione
di fisarmoniche. La musica è anche protagonista di diversi
appuntamenti del programma di animazione culturale estivo.
Il patrimonio
storico culturale si arricchisce anche attraverso gli apporti
delle frazioni dell'odierno comune di Mondaino. Ne sono un
esempio l'antica Pieve di S. Apollinare (VI sec.),
posta appena fuori le mura, in località Pieggia, ed il Monastero
di San Francesco (XIII sec.), situato sull'ameno colle
Formosino, che ha conservato intatta la semplice, ristorante
atmosfera dei luoghi francescani.
torna
a inizio pagina
Uffici informazioni
Redazione Locale
Provincia di Rimini
Piazza Malatesta, 28- 47900 Rimini
Tel. ++39 0541 716380-371
Fax ++39 0541 783808
Scrivi
Apertura: Annuale
|